Contaminazione particellare: limiti consigliati, rischi per gli impianti e analisi NAS

Non tutte le macchine tollerano lo stesso livello di contaminazione

La contaminazione particellare nell’olio industriale non ha lo stesso impatto su tutti gli impianti.

Ogni sistema ha una propria sensibilità e richiede livelli di pulizia specifici.
Un grado di contaminazione accettabile per un’applicazione può risultare critico per un’altra.

Per questo motivo, la gestione dell’olio deve essere sempre adattata al tipo di macchina e alle condizioni operative.

Limiti consigliati in base al tipo di impianto

I livelli di contaminazione vengono generalmente valutati tramite la classificazione ISO 4406.

In funzione dell’applicazione, si considerano indicativamente i seguenti livelli di pulizia:

  • sistemi oleodinamici ad alta precisione
    Classi ISO 15/13/10 o inferiore 
  • centrali oleodinamiche industriali
    Classi ISO 17/15/12 – 18/16/13 
  • riduttori e sistemi di lubrificazione meno critici
    Classi ISO 19/17/14 – 21/19/16 
  • applicazioni molto robuste o poco sensibili
    Classi ISO anche superiori, ma comunque sotto controllo 

Questi valori sono indicativi e devono sempre essere valutati in funzione delle specifiche del costruttore e delle condizioni reali di esercizio.

Cosa succede quando i limiti vengono superati

Quando il livello di contaminazione supera i limiti consigliati, iniziano a manifestarsi effetti progressivi.

Le conseguenze più comuni sono:

  • aumento dell’usura di pompe, valvole e componenti meccanici 
  • riduzione dell’efficienza del sistema 
  • maggiore frequenza di sostituzione dei filtri 
  • incremento delle temperature di esercizio 
  • rischio di guasti improvvisi 

In molti casi, questi fenomeni si sviluppano senza segnali evidenti fino a una fase avanzata, rendendo più difficile intervenire in modo efficace.

Analisi NAS: quando serve una valutazione più dettagliata

Oltre alla classificazione ISO 4406, in alcune applicazioni viene utilizzata anche la scala NAS (National Aerospace Standard).

L’analisi NAS suddivide le particelle per classi dimensionali e assegna un valore complessivo in base alla distribuzione delle particelle nel campione.

Questo tipo di analisi è particolarmente utile quando si vuole:

  • ottenere una visione più dettagliata della contaminazione 
  • valutare la distribuzione delle particelle per dimensione 
  • individuare variazioni non evidenti con il solo codice ISO 

Come si svolge un’analisi NAS 1638

L’analisi viene effettuata attraverso strumenti di conteggio particellare che classificano le particelle in diverse fasce dimensionali.

Il risultato è una classe NAS che rappresenta il livello complessivo di contaminazione.

A differenza dell’ISO 4406, che si basa su tre soglie principali, la NAS offre una distribuzione più articolata delle particelle, utile per analisi approfondite e applicazioni più sensibili.

Integrazione con analisi LaserNet

Per una valutazione ancora più completa, l’analisi particellare può essere integrata con sistemi avanzati come il LaserNet.

Questa tecnologia consente di:

  • analizzare la morfologia delle particelle 
  • distinguere particelle da usura, contaminanti esterni e fibre 
  • ottenere immagini ad alta definizione delle particelle presenti 

L’integrazione tra conteggio particellare e analisi morfologica permette di non limitarsi al “quanto”, ma di capire anche il “tipo” di contaminazione e la sua origine.

Il metodo Depurfluid

Depurfluid utilizza un approccio integrato per la gestione della contaminazione particellare.

Attraverso:

  • conteggio particellare secondo ISO 4406 
  • analisi NAS per valutazioni più dettagliate 
  • sistemi avanzati come LaserNet per l’analisi morfologica 

è possibile ottenere una visione completa dello stato del fluido.

Questo consente di definire interventi mirati e mantenere il livello di pulizia in linea con le esigenze dell’impianto.

Il punto chiave

Non esiste un unico livello di pulizia valido per tutti.

Ogni impianto richiede un controllo specifico, basato su dati reali e analisi adeguate.

Richiedi una verifica

Se vuoi valutare il livello di contaminazione del tuo olio e verificare se rientra nei limiti consigliati per il tuo impianto, è possibile effettuare un’analisi mirata.

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